lunedì 29 novembre 2010

Truce Fantasia di un Impuro Racconto Noir


Truce Fantasia di un Impuro 
Racconto Noir


Piove. Piove sempre nel mio cuore.

Piove.

Dopo mille anni luce passati inconsci nel mio nido, fuggo fuori, scappo, tra gli estranei e mi diletto con i loro giochi.

Dannata pioggia.

Mi piace la pioggia che picchia direttamente sul mio cuore, che batte a ritmo. Il mio cuore non ha tempo.

Dannata pioggia.

Qui fuori mi conoscono tutti, i vivi e i morti: ombre i primi e spiriti i secondi. Mi conoscono e mi guidano.
Anche questo giorno mi guidano, mi urlano addosso “Vai veloce!”, non capendo se dovevo seguirli o scappare. Mi imbatto in un delitto. La pioggia picchia più forte.

Dannata pioggia.

Ho già detto che mi conoscono tutti; le ombre mi urlano indistinte frasi, quei porci, ma i miei occhi sono diretti a lei, a lei distesa a terra ancora in modo provocatorio, i grandi occhi spalancati nel buio, rosse labbra carnose aperte, come se sussurrassero ordini d’amore. Lei sotto la pioggia e il mio cuore.

Dannato il mio cuore.

Batte più forte della pioggia grazie a lei. Batte forte come se i suoi ormai estinti battiti si fossero aggiunti ai miei.

“Perché non mi hai salvata?” Mi sussurrano quelle rosse labbra.

“Perché non mi hai salvata?” Mi sussurrano quelle rosse labbra più tardi.

Sento la sua voce anche nel mio indistinto nido. L’ossessione per lei mi pervade, mi prende e mi strugge il cuore.

Dannato il mio cuore.

Dopo anni di silenzio musicale, irrompe in una cacofonia di battiti per una sconosciuta morta, il mio cuore.

Scavo nella mia fantasia i colpevoli; voglio proteggerla mentre lei mi urla “Salvami”.

Sei tu il colpevole! urlo al muro che sempre mi è parso così guardingo.

Gli indizi hanno portato la mia indegna mente a decretare te come colpevole lampada arrogante.

Così mi ingegno ogni giorno a trovare il colpevole mentre lei urla “ Salvami”.

Mille colpevoli per il mio sconosciuto amore morto. Però lei continua a gridarmi “Salvami”.

La salvo ogni giorno per mille giorni.

Sei tu il marrano dannato armadio!

Sei tu il bastardo letto immondo!

Sei tu l’omicida riflesso grottesco.

Non mi urla più “Salvami”.

Ero io il colpevole.

venerdì 26 novembre 2010

Il Guardiano del Ponte

Una volta c'era una guerra. Poi è finita, quindi tutti i cavalieri e i fanti erano tornati alle proprie terre e ai propri impegni. Due cavalieri stavano tornando insieme, poi si divisero e uno arrivò a casa prima dell'altro.
Il cavaliere che era arrivato dopo aveva un ponte e il suo mestiere era di sorvegliarlo ed esigere un pedaggio.
Bisogna dire però che era un uomo giusto, uno di quelli che facevano sempre la cosa giusta e prendevano le giuste decisioni, almeno così pensava lui.
Così un giorno una losca figura si avvicinò al suo ponte e prima di attravesarlo parlò così:
<<Io sono un assassino, messere; sono venuto qui per ucciderti>>
Il guardiano si limitò a guardarlo perplesso con l'occhio destro. Il sinistro era chiuso.
<<Tuttavia, per farlo, devo attraversare il ponte e quindi devo pagare il pedaggio.>>
<<Sono sei denari.>>
Così l'assassino pagò il guardiano, attraversò il ponte e lo uccise.
Il guardiano, mentre era a terra agonizzante, sorrise dentro di sè per essere stato giusto.

martedì 23 novembre 2010

Sei un cavaliere senza spada, ser!

<<Non mi attacchi, ser?>>
<<Non ti attacco ser...>>
<<Non hai una spada ser.>>
<<L'ho perduta ser.>>
<<Un cavaliere senza spada ser?>>
<<Un cavaliere senza spada ser.>>
<<Non sei un cavaliere ser!>>
<<Rimango un cavaliere ser.>>
<<Senza spada sei niente ser.>>
<<Rimango un cavaliere ser.>>
<<La spada fa il cavaliere ser.>>
<<Rimango un cavaliere ser.>>
<<Ti potrei uccidere ser.>>
<<Morirò da cavaliere ser.>>
<<Muori allora ser!>>
<<Grazier ser.>>
<<Per cosa ser?>>
<<Per la morte da cavaliere ser>>

domenica 21 novembre 2010

In questo momento non sei assolutamente blu

V erso
e nergia
r ottura
g ogna
o nnipotente
g overno
n iente
a trofizzato

stream of consciousness up your ass

giovedì 18 novembre 2010

Una volta avevo un contegno Ser!

<<Cerchi di darsi un contegno Ser!>>
<<Mi dia lei un contegno Ser!>>
<<Quale contegno vuole Ser?>>
<<Qual è il migliore Ser?>>
<<Questo è il migliore Ser.>>
<<Prendo il migliore Ser.>>
<<Sono dieci denari Ser.>>
<<Ecco i denari Ser.>>
<<Grazie moltissime Ser.>>
<<Cerchi di darsi un contegno Ser!>>
<<L'ho venduto Ser!>>

martedì 16 novembre 2010

Cronache di Guerra - La guerra del Rosso

Sangue rosso Rosso voleva, terra arrida Rosso voleva, cielo infuocato Rosso voleva. Molte cose Rosso voleva; voleva il passato, voleva il futuro, voleva andare oltre e tornare indietro. Sognava ancora la gloria passata, quando aveva ancora in pugno il mondo. Dominava bruciando la terra il Rosso, il fuoco conquistava il verde dominandolo, piegandolo e alla fine distruggendolo. Il Fuoco Rosso bruciava avvampando il mondo intero.
Il Fuoco rosso ora brucia e si spegne.
Il suo nemico per eccellenza dominava i cieli, dominava il mare; dominava ciò che il Rosso voleva.
Il suo nemico era al di sopra, era al di sotto, era dovunque.
Il Rosso non si arrende, ogni tanto tenta ancora di conquistare il verde suo nemico più debole. Avanza attraverso le foreste, riducendo in cenere tutto sul suo cammino.
Semplici affondi per testare il terreno, affondi spenti subito.
Voleva il mondo il Rosso. Voleva ciò che era dell'altro.
Si limitò a volerlo.

giovedì 11 novembre 2010

Blu non è più blu

Blu era fiero di essere blu. Si svegliava ogni mattina pieno di energia e affrontava il mondo con felicità e tutte le sue problematiche con positività.

Non era certo una cosa facile, svegliarsi la mattina ed affrontare il mondo che era così diversamente non blu, ma lui ci riusciva e ci riusciva bene proprio perchè lui era Blu.
Si svegliava, faceva colazione e usciva nel mondo e questo lo faceva ogni giorno, ma Blu era felice perchè era blu.
Però un giorno Blu si guardò allo specchio e con tremenda angoscia e terrore scoprì di non essere più blu, ma diversamente non blu. Fissava lo specchio, distoglieva lo sguardo pieno di orrore e lo rivolgeva velocemente quasi pensasse che lui diventava non blu solo quando si osservava in quel terribile oggetto che gli gettava addosso la verità.
Non si svegliava più, non faceva più colazione e non usciva più nel mondo perchè non era più Blu. Così andò dal dottore e scoprì con suo grande orrore di avere una rara forma di daltonismo.


Blu era fiero di essere Blu. Si svegliava ogni mattina consumando le energie per ricordarsi che era blu, affrontava il mondo abbattuto perchè non si vedeva più blu e le problematiche del mondo lo riempivano di negatività.