“Io la penso così!”
“No! Io la penso cosà!”
Così terminò l’amicizia durata forse due minuti o forse due anni o forse molto di più di quanto si potesse scrivere. Uno andò da una parte e l’altro dall’altra, conservando ognuno un folle rancore. Abbandonarono le loro famiglie, abbandonarono i propri luoghi natali pur di stare lontano l’un l’altro.
“Come faceva l’uno a non pensarla così!” pensò l’altro.
“Come faceva l’altro a non pensarla cosà!” penso l’uno.
Dieci anni passarono e l’un l’altro non si videro più, anzi, l’impossibilità di capirsi a vicenda segnò inutilmente le loro vite.
L’uno andò a nord, abbandonando la propria famiglia che stava al sud.
L’altro andò a sud, abbandonando la propria famiglia che stava al sud.
Quello che la pensava così voleva che tutti la pensassero così e per dieci anni, usando una spada fatta di puro e duro acciaio chiamata Retorica, convinse tutti a pensarla così. Era deciso: il Nord la pensava così e guai a chi lo metteva in dubbio.
Mentre colui che la pensava cosà, rabbuiato dal fatto che molti cominciarono a pensare diversamente da lui, cominciò a conquistare con prepotenza e con violenza usando la lingua come una spada. Soggiogò interi paesi, interi stati fino a conquistare l’intero sud. Era ufficiale: Il Sud la pensava cosà.
“Impensabile!” pensò l’uno ”Come fanno? Non si rendono conto che è sbagliato? L’intero Sud che la pensa in modo diverso!” L’uno era fuori di sé dalla rabbia, dall’incredulità e dalla stupidità.
L’altro invece pervaso da sogni onirici, folli e stupidi di un mondo in cui tutti la pensassero cosà, cominciò ad adocchiare il nord. Cosà si doveva pensare!
Così cominciò la guerra tra i due ex-amici. Una guerra di immense proporzioni, come mai s’era vista. Milioni e milioni di vittime in nome del così e del cosà, anzi non vittime, ma martiri sacrificati nell’assurdo nome dei due pensieri.
L’uno sfoderò la sua spada Retorica e falciò a migliaia in un sol colpo. L’altro massacrò interi eserciti usando solo la sua spada lingua. Nessuno prevaleva sull’altro e neppure le loro più astute tattiche riuscirono a mettere in difficoltà l’avversario. Il capitano della dodicesima compagnia del dodicesimo reggimento del terzo plotone del così propose di attaccare i cosà direttamente, come un pugno di ferro. Ma per un malaugurato caso un capitano della dodicesima compagnia del dodicesimo reggimento del sesto plotone del cosà pensò la stessa cosa e quindi lo scontro risultò in un nulla di fatto.
Il capitano del così però si rese conto che aveva pensato come il capitano del cosà e anche il capitano del cosà si rese conto della stessa cosa.
Cosa strana.
Si incontrarono e divennero amici e dissero entrambi in coro:
“Noi non la pensiamo più così, né cosà! Noi la pensiamo diversamente!”
Dunque i due eserciti divennero tre e tre i fronti su cui si combatteva.
Dopo cent’anni di guerra i fronti divennero quattro.
Dopo altri dieci anni di guerra i fronti divennero venti.
Dopo altri vent’anni di guerra i fronti divennero cento.
Dopo altri cent’anni di guerra i fronti divennero un milione.
Dopo non si sa quanto tempo, forse un giorno o forse tre, i fronti divennero così tanti che ognuno combatteva per sé.
Così nacque il mondo. Nato dalla guerra e dalla diversità di pensiero.