Tu.
Tu riconosci questo posto?
Cominciai a guardarmi intorno curioso di scoprire qualcosa di familiare in questo castello che doveva essere il mio cuore. Un castello, un cuore. Mi veniva da ridere per un istante.
Non riuscì a trovare niente che attirasse la mia attenzione.
Non riconosco niente.
Non riconosci niente.
Ogni tanto riusciva a stupirmi con qualche sua frase ad effetto, ma il più delle volte mi faceva arrabbiare con i suoi commenti.
Non riconosco niente.
Non riconosci niente.
Ecco, così ripetitivo.
Fammi indovinare, sono un idiota perché non riconosco niente in questo castello in rovina che dovrebbe essere il mio cuore?
Si.
Ah va bene allora, pensavo fosse per altro.
Sei in un posto sconosciuto, stai chiacchierando con un essere sconosciuto che afferma che questo castello è il tuo cuore e tu ti preoccupi di cosa penso io di te?
Questo quindi è il mio cuore?
No, però anche si. Il tuo cuore è dentro di te e tu sei dentro il tuo cuore.
E fuori dove sono?
Non nel tuo cuore.
Già.
Era ovvio che mi desse una risposta esaustiva e che mi togliesse questo assurdo mal di testa che comincia a tormentarmi. Osservai meglio il castello, eravamo in un grande atrio con un’unica porta. Sul lato destro c’era una grande crepa.
Dove porta quella porta?
Da altre porte.
E suppongo che dobbiamo aprirla?
A volte non mi stupisco della tua intelligenza.
Neanche io.
Dunque ci indirizziamo verso l’unica porta esistente e dopo due secondi, e non è un modo di dire per indicare un lasso breve di tempo che può superare o non superare i due secondi, ma intendevo in senso letterale, siamo dalla porta, anche se quella era situata dall’altra parte dell’atrio.
Apri.
Apro.
Apro la porta e con mia poca meraviglia ci troviamo in un corridoio senza fine pieno di porte ai lati.
Fammi indovinare, ora apriamo ciascuna porta e troverò un episodio significante della mia vita?
No, ora tu apri una porta e troveremo qualcos’altro.
Ogni volta che apre bocca mi viene uno strano impulso violento che però sopprimo. Mi chiedo cosa nasconde sotto il lungo cappotto; un fantoccio? Un corpo? Trovo più affascinante lui che il mio cuore. Lo odio.
Tanto per tentare di andare contro il suo piano, chiudo gli occhi e mi dirigo verso una porta a caso e la apro.
Apro gli occhi e osservo la stupefacente scena che si presenta ai miei occhi: Io, un altro me o me stesso in un’altra realtà o qualunque cosa possa essere, che apro una porta, non una qualunque porta, ma UNA porta, con fare deciso nello stesso corridoio dello stesso castello o cuore.
Ecco cosa succede quando apri una porta seguendo il cuore.
Dunque osservo la scena che si presenta prepotentemente ai nostri occhi: un bambino seduto su una poltrona che piange in modo sconvolto. Un’altra bambina lo osserva.
Sei tu?
Sono io. Che piango mentre una bambina che, ora non ricordo nemmeno, mi guarda con pietà.
Descrivi.
Non voglio.
Descrivi. Descrivi l’episodio in cui tuo padre morì in un incidente stradale il giorno di Natale privandoti della spensieratezza giovanile che un bambino di dieci anni dovrebbe avere. Descrivi come questo evento abbia influenzato tutta la tua vita, il tuo modo di essere e di vedere le cose. Descrivi.
Immagina, immagina di avere una persona accanto ogni giorno. Immagina. Ora immagina di non vedere mai più questa persona. Di vedere ogni giorno qualcosa che ti ricorda quella persona, sapendo che non la vedrai mai più, di pensarla la notte sapendo che non la vedrai mai più. Immagina ora che esiste dappertutto, in ogni luogo, ma mai nel luogo che tu vuoi.
Immagina i giorni che passano, i ricordi che svaniscono. Immagina di chiederti se quella persona fosse esistita veramente o se era un semplice frutto della tua fantasia. Immagina il dubbio che si insinua nella mente. Non è una cosa spregevole? Immagina tutto questo per ogni giorno della tua vita.
Immagino.
Ecco descritto l’episodio che tanto volevi che io descrivessi.
Parlare di tutto questo mi è parso così facile in questo momento. E’ il posto? O è lui? Non mi sembrava giusto avere segreti nel mio cuore.
Dunque è questo il motivo per cui hai tentato di suicidarti?
Scherzi? Lui è morto, non io. Come faccio a ripagare una morte con un’altra morte? Che senso ha distruggere la distruzione quando la distruzione non può essere distrutta? Dimmi, ti prego, che senso ha? Pensi che io sia così egoista??
No, non è questo che affligge la mia povera esistenza.
E’ per colpa del mondo!