mercoledì 14 dicembre 2011

Incubi

Incubi
Ti svegli grondante di sudore,
ricordi di sangue e dolore
con il cuore pulsante.
Sei sano e salvo
e stranamente
felice di vivere.

Sogni

Sogni

I sogni sono anti-vitali.
Ti portano in illusorie creazioni,
in mentecatte aspirazioni
felice di avere 
ciò che volevi avere.
Poi ti svegli.

domenica 30 ottobre 2011

Spadabum!

Spadabum e scatafrasci! L'orco distruggeva tutto nel suo cammino. Case volavano come foglie al vento, distrutte da un poderoso colpo di mazza.
"Hoi hoi hoi" rideva l'orco in modo stupido.
"Io fare spadabum con la mia mazza" Poi non si sa perchè una mazza faccia spadabum e non mazzabum però non importa.
L'orco incontrò un'innocente e virginale fanciulla che fermò la sua distruzione.
"Tu brutta!" disse l'orco in tono innocente calpestando la fanciulla.
"Hoi hoi hoi" continua l'orco.
Tutto questo di certo non aveva importanza perchè a venti leghe sotto il mare c'era una bolla d'aria con un mago dentro. Il mago dicendo una semplice parola si teletrasportò sulla terra ferma dove finalmente potè riposare le sue stanche ossa.
Vicino al mago stanco c'era una formichina che stava spostando un ramoscello.
Il ramoscello aveva la stessa forma, ma non la stessa dimensione ovviamente, di un altro ramoscello vicino ad una casa situata dall'altra parte del mondo.
Chissà se c'era un'altra formichina simile alla formichina precedente vicino al ramoscello?

If you gaze into the blue, the blue gazes also

If you gaze into the blue, the blue gazes also.
Soon on CANVAS

domenica 17 aprile 2011

Chi non ha la forza di vivere deve morire!

Ciao.
Ciao.

Chi non ha la forza di vivere deve morire!
Io che vivo, non ho forze..

Allora muori!
Non ho la forza nemmeno per morire.

Allora vivi!
Non ho la forza nemmeno per vivere.

Allora!
Curioso il fatto che coloro che stanno per morire vogliano vivere ... hanno la forza di voler vivere.

Mentre voi che vivete non avete la forza per vivere.
Quando nasciamo siamo pura vita.

Poi vi lasciate schiacciare dalla pura vita.
Per essere stanchi bisogna vivere e morire.

Chi non ha la forza di vivere deve morire!
Chi non ha la forza? Vivere è morire.

Chi non ha?
Chi?

mercoledì 30 marzo 2011

La rivoluzione di Nick Copper - ore 13:07

Tre civette su un comò, io non so ancora dove sto;

Illusione di un colore, con cui esprimo il mio dolore,
 
No, questa proprio no, tre volte e ancora tre no.

Arte per il bene dell'arte, no, loro dicono.

Cambia il blu, metti il rosso, cambia il rosso, metti il blu.

Dove lo metti? Qui no? Che ne dici di lassù?

Soldi miei, non sono i tuoi, soldi soldi e sale.

Respira caro, respira piano, altrimenti ti fai male.

Rima baciata in disegno grezzo senza virgole taglia questo legno taglia le mandibole usa le parole senza senso per creare un nesso per risultare palese scappando mentalmente in un altro paese.

martedì 29 marzo 2011

Dialoghi NOIR - Parte III

Blu: Ti ricordi, grigio? Ti ricordi quando tutto era così blu e grigio? Quando abbiamo risolto il primo caso? Quando io ero blu e tu grigio?
Grigio: No. Tu?
Blu : No...

domenica 27 marzo 2011

Dialoghi NOIR - Parte II

Blu: Cos'abbiamo qui?
Grigio: Omicidio, donna, 23 anni, bella.
Blu: L'assassino?
Grigio:L'assassino?
Blu: Già...

martedì 22 marzo 2011

Dialoghi NOIR: Parte I


Grigio: Fumi?
Blu: No.
Grigio: No?
Blu: No.
Grigio: No...

Il segreto della bellezza

L'ESTETA: Donne, siate brutte! Siate dimesse e siate orripilanti! Smettetela di curarvi dell'aspetto, di curarvi del trucco o dei capelli. Non pettinatevi, non truccatevi. Svegliatevi la mattina e senza guardarvi allo specchio mettetevi a posto i capelli. Indossate i vestiti con cui siete comode e uscite.
Donna: Ma io sono brutta e di certo non snella.
L'ESTETA: A maggior ragione non dovresti peggiorare il tutto con il trucco.
Donna: Vai a quel paese!
L'ESTETA: Aaah! Vengo troppo presto, non è ancora il mio tempo, torno al mio paese. L'orrido vuole il suo tempo.


Fine.

domenica 13 marzo 2011

Una lanterna nel buio

Un'antica lanterna fluttuava per le strade oscure di una città oscura. Nient'altro di oscuro. Una mano sembrava che la portasse lentamente a passeggio, ma niente corpo a seguirla.
Una lanterna e una mano.
Una sfera luminosa oppressa dal buio, saltellava da un vicolo all'altro, sbattendo contro i duri e freddi palazzi, cambiando ogni volta strada.
La lanterna, speranzosa nella sua luce, si era imbucata in un vicolo senza uscita. Sbatteva contro una ringhiera, contro un muro, contro un cassonetto, contro tutto, portando la mano dietro di se.
La luce che guida la mano.
Sbatte ovunque.
Allegra.

lunedì 10 gennaio 2011

Divertissement II


Tu.

Tu riconosci questo posto?

Cominciai a guardarmi intorno curioso di scoprire qualcosa di familiare in questo castello che doveva essere il mio cuore. Un castello, un cuore. Mi veniva da ridere per un istante.
Non riuscì a trovare niente che attirasse la mia attenzione.

Non riconosco niente.

Non riconosci niente.

Ogni tanto riusciva a stupirmi con qualche sua frase ad effetto, ma il più delle volte mi faceva arrabbiare con i suoi commenti.

Non riconosco niente.

Non riconosci niente.

Ecco, così ripetitivo.

Fammi indovinare, sono un idiota perché non riconosco niente in questo castello in rovina che dovrebbe essere il mio cuore?

Si.

Ah va bene allora, pensavo fosse per altro.

Sei in un posto sconosciuto, stai chiacchierando con un essere sconosciuto che afferma che questo castello è il tuo cuore e tu ti preoccupi di cosa penso io di te?

Questo quindi è il mio cuore?

No, però anche si. Il tuo cuore è dentro di te e tu sei dentro il tuo cuore.

E fuori dove sono?

Non nel tuo cuore.

Già.

Era ovvio che mi desse una risposta esaustiva e che mi togliesse questo assurdo mal di testa che comincia a tormentarmi. Osservai meglio il castello, eravamo in un grande atrio con un’unica porta. Sul lato destro c’era una grande crepa.

Dove porta quella porta?

Da altre porte.

E suppongo che dobbiamo aprirla?

A volte non mi stupisco della tua intelligenza.

Neanche io.

Dunque ci indirizziamo verso l’unica porta esistente e dopo due secondi, e non è un modo di dire per indicare un lasso breve di tempo che può superare o non superare i due secondi, ma intendevo in senso letterale, siamo dalla porta, anche se quella era situata dall’altra parte dell’atrio.

Apri.

Apro.

Apro la porta e con mia poca meraviglia ci troviamo in un corridoio senza fine pieno di porte ai lati.

Fammi indovinare, ora apriamo ciascuna porta e troverò un episodio significante della mia vita?

No, ora tu apri una porta e troveremo qualcos’altro.

Ogni volta che apre bocca mi viene uno strano impulso violento che però sopprimo. Mi chiedo cosa nasconde sotto il lungo cappotto; un fantoccio? Un corpo? Trovo più affascinante lui che il mio cuore. Lo odio.

Tanto per tentare di andare contro il suo piano, chiudo gli occhi e mi dirigo verso una porta a caso e la apro.
Apro gli occhi e osservo la stupefacente scena che si presenta ai miei occhi: Io, un altro me o me stesso in un’altra realtà o qualunque cosa possa essere, che apro una porta, non una qualunque porta, ma UNA porta, con fare deciso nello stesso corridoio dello stesso castello o cuore.

Ecco cosa succede quando apri una porta seguendo il cuore.

Dunque osservo la scena che si presenta prepotentemente ai nostri occhi: un bambino seduto su una poltrona che piange in modo sconvolto. Un’altra bambina lo osserva.

Sei tu?

Sono io. Che piango mentre una bambina che, ora non ricordo nemmeno, mi guarda con pietà.

Descrivi.

Non voglio.

Descrivi. Descrivi l’episodio in cui tuo padre morì in un incidente stradale il giorno di Natale privandoti della spensieratezza giovanile che un bambino di dieci anni dovrebbe avere. Descrivi come questo evento abbia influenzato tutta la tua vita, il tuo modo di essere e di vedere le cose. Descrivi.

Immagina, immagina di avere una persona accanto ogni giorno. Immagina. Ora immagina di non vedere mai più questa persona. Di vedere ogni giorno qualcosa che ti ricorda quella persona, sapendo che non la vedrai mai più, di pensarla la notte sapendo che non la vedrai mai più. Immagina ora che esiste dappertutto, in ogni luogo, ma mai nel luogo che tu vuoi.
Immagina i giorni che passano, i ricordi che svaniscono. Immagina di chiederti se quella persona fosse esistita veramente o se era un semplice frutto della tua fantasia. Immagina il dubbio che si insinua nella mente. Non è una cosa spregevole? Immagina tutto questo per ogni giorno della tua vita.

Immagino.

Ecco descritto l’episodio che tanto volevi che io descrivessi.
Parlare di tutto questo mi è parso così facile in questo momento. E’ il posto? O è lui? Non mi sembrava giusto avere segreti nel mio cuore. 

Dunque è questo il motivo per cui hai tentato di suicidarti?

Scherzi? Lui è morto, non io. Come faccio a ripagare una morte con un’altra morte? Che senso ha distruggere la distruzione quando la distruzione non può essere distrutta? Dimmi, ti prego, che senso ha? Pensi che io sia così egoista??
No, non è questo che affligge la mia povera esistenza.
E’ per colpa del mondo!