Ricordo Sara giacere immobile e fredda, le sirene che cantavano e suonavano nel traffico.
Le sirene con i loro capelli scintillanti e fluttuanti intonavano il loro canto di morte per Sara che si era arresa.
“Nuota Sara!” le dicevo, ma non mi sentiva.
Mi ricordo un cerchio di dannate sirene che pian piano si stringeva attorno a Sara che neanche lottava.
Io, un sasso, non potevo far niente se non guardare, avrei potuto essere lanciato da una qualche formidabile mano, sarei anche arrivato lontano poiché avevo la forma perfetta per viaggiare velocemente nel mare, anche attraverso le correnti marine.
Ma ahimè, nessuno mi ha lanciato e Sara è morta.
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